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Parkhurst H. , L’educazione secondo il Piano Dalton. (43/63)

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rossi elena

Montag, 7. Oktober 2019

Zuletzt geändert:
Samstag, 9. November 2019

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 Helene Parkhurst (1887-1959) nacque negli Stati Uniti ed entrò giovanissima nell’insegnamento.  Il suo esperimento del Piano-laboratorio si svolse tra il 1910 e il 1911 e mirava come lei stesse disse: “alla completa riorganizzazione della vita scolastica in cui gli alunni avessero maggiore libertà e un ambiente più adatto ai diversi rami dei loro studi”.

 Negli anni successivi la Parkhurst collaborò attivamente con Maria Montessori. Nel 1918 applicò in modo parziale il Piano in una scuola per bambini con disabilità per poi estenderlo agli alunni della scuola secondaria di Dalton nel Massachusetts.

 La Parkhurst fece conoscere il suo metodo attraverso varie conferenze e il libro L’educazione secondo il Piano Dalton (1922).

Negli anni seguenti il Piano  di Laboratorio Dalton fu conosciuto e applicato in tutte  le scuole di tutti i gradi, dalla materna all’università, in moltissimi paesi, dall’Inghilterra alla Russia, dalla Cina all’India, fino al Giappone.

 Il Piano Dalton si regge su tre idee madri della pedagogia attivistica:

  • l’idea di libertà ( di matrice montessoriana) “La libertà è il principio primo del Piano di Laboratorio Dalton". L’alunno deve essere in grado di continuare liberamente e senza interruzione il proprio lavoro in qualunque materia lui sia assorto .
  • l’idea di collaborazione o “lo scambio della vita di gruppo”(di matrice deweyana): a scuola devono essere create le condizioni nelle quali lo scolaro possa agire come membro di una comunità sociale.  Ogni bambino deve essere ”un membro intelligentemente partecipe”

  • l’idea di esperienza: la scuola è pensata come un “laboratorio sociologico” in cui gli stessi scolari sono gli sperimentatori. La scuola deve essere una comunità, un ambiente favorevole allo sviluppo spirituale oltre che intellettuale del bambino.

 Il Piano di Laboratorio  prevede che si sottoponga al bambino all’inizio dell’anno il lavoro di 12 mesi

Il Piano viene poi diviso in lavori mensili che vengono sottoposti al bambino sotto forma di un vero e proprio contratto di lavoro, dando in questo modo dignità al lavoro e al bambino una chiara coscienza di un obbiettivo ben definito.

 Il tempo di consegna di circa un mese permette al bambino di progredire secondo il proprio ritmo e organizzare il proprio metodo di lavoro come meglio ritiene.

Il Piano comporta la stretta correlazione di tutte le materie che è resa possibile dal lavoro dell’insegnante che non deve mai perdere di vista la visione totale del lavoro proposto e deve  “star sempre all’erta per cogliere e risvegliare  nella mente dei ragazzi la facoltà di connettere i diversi campi”( Ivi, p. 83).

L’idea della Parkhurst è che gli ambienti di classe e interclasse giocano, se accuratamente predisposti, da “palcoscenico quotidiano” per la regia didattica dell’insegnante, tanto sul versante affettivo che cognitivo.

Nel capitolo dedicato a “un esempio concreto dell'applicazione del piano ” spiega come fu applicato  in modo concreto il piano in una scuola elementare composta da cinque classi. Dopo una fase di discussione in plenaria tra direttrice, insegnanti e il coordinamento della stessa Parkhurst si giunse a eseguire in ordine i seguenti passi:

  • alla scelta per ogni insegnante della propria materia preferita a cui ogni maestro avrebbe potuto dedicare le proprie energie
  • alla riorganizzazione del materiale didattico: tutto il materiale concernente una materia, come ad esempio geografia, venne riunito in un’aula-laboratorio e la biblioteca fu distribuita tra i diversi laboratori

 Fondamentale è per la Parkhurst la chiarezza delle assegnazioni mensili e settimana su cui si basa il Piano.

Parkhurst elabora inoltra diverse schede di laboratorio sotto forma di grafici in cui ciascun alunno può registrare i progressi fatti.

Molto importante nel Piano risultano essere inoltre:

  •  l’uso poliedrico degli spazi scolastici: si introduce la possibilità di praticare ambienti multipli diversamente organizzati, interni ed esterni a seconda dei centri di interesse.

  • Le forme poliedriche di aggregazione e di socializzazione scolastica: di coppia, minigruppo, medio e grande gruppo, con piena libertà e autonomia nella strutturazione/disaggregazione/ristrutturazione delle attività.

  • la chiarezza delle assegnazioni mensili e settimana su cui si basa il Piano. Nel testo due capitoli sono dedicati ad esempi concreti di assegnazioni ribadendo il fatto che “è dal grado di capacità e intuizione con cui vengono redatte che dipenderà in gran parte la sua efficace applicazione” (Ivi, p. 119)

  • Parkhurst elabora inoltra diverse schede di osservazione e registrazione dei progressi sotto forma di grafici in cui ciascun alunno può registrare i lavori svolti.

La pedagogista statunitense con l’ideazione e attuazione del Piano diverrà, come la definisce Franco Fabbroni "uno dei leader, uno dei progettisti/sperimentatori di un nuovo modo di fare ricerca e scienza in campo educativo: sottraendo le scuole  al chiuso del tempio universitario per riconsegnarle alla piazza e ai suoi soggetti naturali: la collettività infantile in carne e ossa e la sua scuola quotidiana".

Cfr.: Parkhurst H. , L’educazione secondo il Piano Dalton, Education on the Dalton Plan, 1922 ,ed. italiana a cura di F. Fabbroni, La Nuova Italia, Firenze,1992, p. 2.

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